Il mio papà - di Federica

Buongiorno a tutti, in questi mesi ho raggruppato qualche pensiero, mi permetto di condividerlo con voi...

La Cerniera è Bruno...
quando ha scelto questo nome per il suo gruppo, intendeva proprio costruire una congiunzione tra tutti i tipi di corsa, l'agonistica unita al mondo dell'allora chiamato "tapascione".
Eravamo a cavallo tra gli anni 90 ed il nuovo millennio; da allora di corse, gare, trail ne sono state inventate a migliaia, tra cui anche le sue.
Ognuna non era una semplice idea, la amalgamava come fosse creta, la scolpiva da un comune sasso e ne usciva una scultura.
La Corsa del Trenino, la prima pensata come staffetta o singola, negli anni migliorata con la passerella...
"Il Cambio dell'anno" nella sua mente il primo corridore rappresentava il vecchio anno che passa il testimone all'anno nuovo...

E poi percorsi, sentieri, cime... il suo intento era "ti porto là a vedere qualcosa di bello"!
Corse lunghe, troppo per farle in un solo giorno, allora le proponeva in più giorni, ma tu corridore non preoccuparti di nulla, tu corri... cammina.. io ti porto cibo, un posto per dormire e ripartire.
E se poi il sentiero è banale? Allora ti faccio correre di sera, di notte!
E le ultime ideone infatti erano con partenza di sera, pila frontale, sentiero ben segnato e minestrone caldo!

Negli anni, decenni, il gruppo sostenitore è più volte mutato, dall'entusiasmo alle tensioni, dagli abbandoni alle congiunzioni.
Tutto doveva andare bene, Bruno non ammetteva pressapochismo, dai dettagli banali come i cartellini per le sacche, le biglie numerate, al volo per la Norvegia, alle frecce nel percorso, tutto doveva essere da lui supervisionato e confermato!
Ecco perché c'è chi si è defilato, chi ha preferito cambiare strada e chi invece ha sostenuto, supportato e realizzato quello che lui proponeva.
Non ha imposto, ha proposto.
Ecco perché a parer mio la Cerniera chiude.
Inventori di gare ce ne sono tanti, realizzano corse, trail, cronoscalate ogni settimana, anzi ormai si è costretti a fare testa o croce perché magari si accavallano nella stessa settimana.
Bravi, bravi tutti soprattutto quando pensano per primo alla sicurezza del corridore che magari al numero dei partecipanti, bravissimi quando riescono a far in modo che la corsa, questo sport che è indiscutibilmente individuale, diventi aggregazione, diventi squadra.
Nella mente, nel cuore di chi ha conosciuto Bruno resteranno ricordi divertenti, commoventi, momenti intimi, giornate di comunità; magari appuntando un pettorale o allacciando le scarpe, il pensiero andrà a quando raccomandava la vasellina tra le dita dei piedi contro le vesciche o quando a squarciagola dava il via o accoglieva all'arrivo.
Il suo entusiasmo per i primi che completavano il percorso equivaleva all'apprensione del buon padre di famiglia che rimaneva in piedi fino a quando anche l'ultimo fosse rincasato.
Non si tratta quindi semplicemente di continuare ad organizzare un evento in sua memoria, non serve.
Chi l'ha conosciuto, chi vuole portarlo con sé, ce l'ha a fianco ogni volta che corre, o cammina coi bastoncini, comunque, in qualche sentiero, ma anche nell'asfalto. Ti dà il via e ti aspetta all'arrivo!
Bruno è congiunzione, è unione, è Cerniera!

Prendeteli così, semplici pensieri...
Federica, la figlia di Bruno


Articolo tratto da: Gruppo amici della Cerniera - http://amicidellacerniera.altervista.org/
Pubblicato Giovedi 23 Maggio 2019 - 08:16 (letto 889 volte)
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